stagione

Il manifesto

19ª Stagione Teatrale Albanoarte 2009/10

Sabato 10 ottobre ore 21
Teatro Necessario (Parma)

“Nuova Barberia Carloni”
Di Mario Gumina e Teatro Necessario
Con: Leonardo Adorni, Jacopo Maria Bianchini, Alessandro Mori
Regia: Mario Gumina
Costumi: Patrizia Caggiati
Pittore di scena: Patrizio Dall’Argine
Scenotecnica: Paolo Romanini
Luci: Dario Andreoli
Aiuto coreografia: Fabrizio Giannini



Nelle sparute barberie di provincia oggi rimangono specchi rettangolari appannati dal tempo e ricoperti da una ragnatela di graffi, vecchie sedie cigolanti, arnesi arrugginiti, odore di brillantina e impazienti avventori in silenziosa attesa del proprio turno. Ma soltanto mezzo secolo addietro la barberia era nientemeno che il luogo di ritrovo preferito dai signori. Un posto discreto, dove discutere liberamente dei propri affari e delle proprie idee. E c’era la musica, c’era il caffè e c’erano gli aneddoti balzani del fidato barbiere. La barberia era, in poche parole, il punto nevralgico del paese. L’idea portante dello spettacolo è ricreare l’atmosfera di quei tempi non troppo lontani in cui il barbiere cantava, suonava, serviva da bere, consigliava... in una parola, intratteneva i suoi ospiti. E, naturalmente, faceva barba e capelli. Nel gioco, il palco non è altro che la barberia medesima, animata dai tre aspiranti barbieri, e la platea una grande sala d’attesa. Il pubblico tutt’intorno ne definisce i confini spaziali e assurge infine a parte integrante della sala medesima, cioè dello show. Lo spettacolo gioca sul tempo dell’attesa. Attesa del cliente da parte dei barbieri che ingannano il tempo cimentandosi in singolari dimostrazioni di abilità. Attesa anche da parte dello spettatore, il quale, a conti fatti, non può che “temere il peggio”. Un’attesa che mistifica una più profonda crisi di identità, giacché “essere barbieri” significa “avere un cliente” così come “essere attori” significa “avere un pubblico”.
Sciamani e dottori, veri e propri artisti del cuoio capelluto determinati a curare, a suon di lozione, qualunque problema, i barbieri/musicisti ostentano orgogliosi il proprio talento gestuale… certi che il cliente uscirà pulito e liscio, rigenerato nel corpo ed elevato nello spirito.



Domenica 11 ottobre ore 14 fuori abbonamento
Teatrattivo/Albanoarte

“Vieni, c’è un teatro nel bosco”
Di Giuseppe Nespoli
Con: Giuseppe Nespoli e gli attori del gruppo teatrale albanoarte
Regia: Giuseppe Nespoli
Spettacolo gratuito per bambini 6/8 anni con obbligo di prenotazione



Teatrattivo propone questo intervento teatrale e ludico dal 1985, con piccole modifiche nel corso del tempo. La presenza degli attori del gruppo teatrale albanoarte, arricchisce la storia di personaggi e momenti magici. Cosa c’è di più misterioso e affascinante di un percorso teatrale nel bosco? Ed ecco che i bambini saranno catapultati indietro nel tempo di cent’anni, accompagnati nell’avventura da un esploratore coraggioso e sapiente. Sul percorso andranno alla ricerca degli abitanti del bosco antico, per conoscerne i buoni e fuggire dai cattivi. Immerso nella situazione fantastica, i bambini attiveranno attraverso “giochi” e “prove”, percezioni sensoriali, visive, olfattive, tattili, auditive, immaginative, a contatto con la natura. Nessuno dei “giochi” (ascoltare rumori, sentire la terra e l’erba, il percorso a occhi bendati, respirare colori) è improvvisato, né situato casualmente nel percorso. Come in un immaginario viaggio iniziatico, momenti precisi scandiscono il passaggio da uno stadio all’altro di questa avventura fantastica.
Partenza percorso in località “Carbonéra”. È consigliato l’abbigliamento sportivo. Numero massimo di bambini partecipanti 40. In caso di maltempo lo spettacolo è annullato.




Sabato 17 ottobre ore 21
Filippo Plancher (Bologna)

“Da parte a parte – Ritagli di padre”
di Filippo Plancher
Con: Filippo Plancher
Collaborazione alla messinscena: Cecilia Gallotti



Attorno alla figura del padre si intrecciano immagini, azioni, domande, si muovono miti e valori. Quale padre? Oggi si pensa e si vive un cambiamento del suo ruolo sociale e simbolico, di cui ancora non intravediamo tutte le conseguenze. Molte delle ragioni che spiegano i mutamenti contemporanei della forma-famiglia, con i suoi drammi di separazione, vengono ascritte alla “assenza” del padre, alla fragilità del suo posto nel nucleo dei legami affettivi fondamentali, alla confusione riguardo al senso della paternità e delle sue funzioni pratiche e simboliche. Ci si sente come se si fosse rotto il filo.
In questo contesto il teatro può far parlare e far agire la “presenza” del padre, nel senso più ampio possibile, che comprenda l’essere del padre per ognuno/ognuna di noi.
La scena è come una terra di mezzo, da un lato ancora piena di significati e immagini della figura paterna e del suo passato mitico, d’altro lato rivolta verso un futuro che sembra pregno solo delle innumerevoli crisi e delle solitudini negative del non-padre.
Su questa Terra abitano personaggi diversi dalle storie frantumate - paradossali, tenere, grottesche - ritagli di padri insieme ai loro stessi padri e figli, che provano a riprendere il filo della continuità, memoria e possibilità di trasmissione.
Lo spettacolo intreccia testimonianze di vita di persone reali che hanno voluto offrire le loro storie al gioco poetico del teatro.



Domenica 18 ottobre ore 15 (fuori abbonamento)
Compagnia “Incontri” (Bolgare)

“Chèl simpàtech segrestà”
Tre atti in bergamasco da Franco Roberto
Traduzione: Giacomo Finazzi
Regia: Aquilina Gaini
In collaborazione con “Centro Anziani”



C’è grande fermento in un ridente paesino lombardo chiamato “Borgosole”, un nome che è già ottimo biglietto da visita. Il Sindaco nonché capostazione, il Parroco Don Augusto, l’impeccabile sacrestano Giustino e non solo, da tempo attendono che dalle “alte sfere” giunga l’autorizzazione alla fermata del treno presso Borgosole, per ora semplice zona di transito a vantaggio di centri abitati di maggior richiamo. E pare che il momento sia giunto propizio per un duplice festeggiamento: la nascita della nipotina, altrettanto attesa e lenta a giungere, di Carlo una vera e propria autorità a Borgosole, nonché fratello del Parroco. Sarà però Giustino a vivacizzare l’attesa della duplice notizia, in un gioco d’equivoci in cui, sotto mentite spoglie di capostazione, intratterrà la sottoposta del Ministro venuta da Roma proprio per autorizzare il “battesimo” di Borgosole ai fasti della ribalta.
La compagnia teatrale “Incontri” è nata nel 1970, a Bolgare, frutto della passione di alcuni Bolgaresi per il teatro e per la cultura bergamasca. La compagnia si compone di sette persone che recitano assieme da tempo per promuovere il dialetto bergamasco. È questo un modo per salvaguardare e tener viva la nostra cultura, proponendola a teatro come valida alternativa alla solita televisione e come ottima occasione per ritrovarsi insieme.



Sabato 31 ottobre ore 21(fuori abbonamento)
gruppo teatrale albanoarte

Club delle Alci
“Carissimi fantasmi”
Due atti brillanti di Isacco Milesi
Con: Adriana Vismara, Gianfranco Biava, Roberto Cugini, Isabella Burgo,
Lisa Tasca, Lino Zenoni, Luciana Magri, Maria Manzoni, Federica Rosati,
Enrico Diluviani, Fede Zenoni, Aldo Ponti, Gianni Rosati, Serena Tasca,
Vitalba Foderà, Luigi Vismara
Scene: Isacco Milesi, Roberto Zambetti, Santo Moraschini
Luci e audio: Marco Pezzotta, Dario Marchesi, Glauco Serughetti,
Simone Bergamelli
Musica: Giovanni Andreani, Grazia Vecchi
Assistenti di scena: Ottavio Fratus, Giuseppe Fratus
Collaborazione alla messinscena: Enzo Mologni
Regia: Isacco Milesi




Mario è un integerrimo giornalista, ligio al suo dovere di cronista della nuda realtà. Purtroppo i suoi articoli vengono spesso censurati a favore d’un eccesso di diplomazia o d’opportunità di bottega. Momentaneamente senza casa, trova ospitalità in un’antica villa la cui custode Adele, per mancanza di soldi, è purtroppo costretta vendere. Basteranno poche notti al nostro protagonista per capire che in quella casa non è solo, ma è abitata dagli spiriti dei proprietari, morti in circostanze misteriose da oltre cento anni. Dapprima incredulo, poi atterrito, si troverà a mediare fra un agente immobiliare interessato a vendere a tutti i costi e i furibondi spiriti, che non hanno nessuna intenzione d’andarsene e tantomeno cedere la loro casa ai nuovi inquilini.
La commedia si potrebbe definire “un giallo (ma non troppo) …a pois rosa”, giocato fra realtà ed immaginario, tragedia pulp e comicità, sentimenti e leggerezza.
Questa pièce vuol essere un elogio alla libertà d’espressione contro ogni censura, come afferma Adele: “Non dobbiamo aver paura della verità! Mai scandalizzarci di nulla ma capire. Sforzarci di capire tutti e tutto, solo così smetteremo di generare mostri, alimentare differenze e distanze. Non c’è nulla che nascosto nel buio della notte esista, poi, alla luce del sole”.

Scheda




Sabato 7 novembre ore 21
Gli Oblivion (Bologna)

“Oblivion Show”
Di Davide Calabrese e Lorenzo Scuda
Con: Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni,
Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli
Musiche: Lorenzo Scuda
Costumi: Ivette
Aiuto regia: Andrea Midena
Regia: Gioele Dix



Gli Oblivion sono Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli. Vengono tutti da esperienze diverse: c’è un mimosputafuoco, una urlatrice emiliana, un musicista medievale, un norcino umbro, una ballerina di tip tap... volendo potrebbero aprire un circo!
Si incontrano diversi anni fa all’Accademia di Musical di Bologna e nasce la scintilla. Il Musical infatti è ciò che li accomuna, è un bagaglio importante nella loro formazione e una parte rilevante della loro carriera individuale. Negli ultimi anni infatti, sono stati protagonisti di importanti produzioni nazionali come Tutti insieme appassionatamente, Grease, Rent, Joseph e la strabiliante tunica dei sogni in Technicolor, Company, Jesus Christ Superstar, Jekyll and Hyde.
“Oblivion Show” è un circo volante in cui si alternano irresistibili montaggi di canzoni e irriverenti parodie, cantautori italiani ri-arrangiati a colpi di cazzotti, le canzoni per non udenti e la fenomenale riduzione musicale de “I Promessi Sposi” in 10 minuti, vero e proprio filmato cult della rete. Un’ora e un quarto di pura follia, acrobazie musicali e risate, con tempi comici e tecnica musicale d’altissima classe.
Quando si hanno tra i propri ispiratori il Quartetto Cetra e i Monty Python, Rodolfo De Angelis e Giorgio Gaber e la regia di un comico di classe come Gioele Dix, il risultato non può che essere sorprendente...
Quella che ne emerge è un’identità artistica che ha come punti di forza il “sound” inconfondibile delle voci armonizzate e una spiccata vena comica e parodistica dei testi e delle situazioni messe in scena.
Un teatro che può essere commedia musicale, rivista, spesso è parodia, cabaret, a volte si avventura persino nel terreno della narrazione o del teatro canzone, ma appare sempre segnato da un’imprescindibile relazione con la musica. Quella musica che proprio grazie all’incontro col teatro moltiplica la propria capacità di coinvolgere, divertire ed emozionare.
Gli Oblivion sono il primo caso in Italia di compagnia teatrale lanciata dal passaparola su Internet. Oltre 250.000 visualizzazioni in 3 mesi per un singolo video su You Tube e decine di migliaia per gli altri hanno portato a tre settimane di tutto esaurito al teatro Franco Parenti di Milano nel giugno 2009. Gli Oblivion hanno dimostrato che il pubblico di Internet si può portare in massa a teatro .




Sabato 14 novembre ore 21
Compagnia “Barcella” (S.Paolo d’Argon)

“Rumori fuori scena”
Tre atti in bergamasco da Michael Frayn
Con: Alessandra Acerbis, Manuel Signorelli, Marta Carrara
Mirko Bena, Elisa Facagni, Roberto Zanotti, Matteo Vismara
Rosi Signorelli, Claudio Speranza
Traduzione: Roberto Zanotti, Davide Bellina
Scene: Claudio Speranza, Tomaso Bena. Daniele Brignoli
Costumi: Alessandra Acerbis
Trucco: Domitilla Madaschi
Luci e audio: Giambattista Vismara
Assistenti di scena: Mariangela Belotti, Piera Signorelli
Regia: Davide Bellina



È la sera antecedente la Prima della commedia “Con niente addosso”, nel teatro c’è la prova generale. Il regista è ormai a corto di pazienza: gli attori sono distratti, assonnati, smemorati, in ritardo su tutto... E dietro le quinte va in scena la vita reale degli attori: amori, gelosie, paure e debiti.
“Rumori fuori scena” (titolo originale “Noises Off”, 1982) è la farsa capolavoro dello scrittore giornalista drammaturgo inglese Michael Frayn, che da oltre 25 anni viene portata in scena in numerosi teatri di tutto il mondo. La compagnia teatrale di San Paolo d’Argon, nel mezzo del cammin... (44 anni appena compiuti), con non poca temerarietà affronta questo ingegnoso caso di comicità e di varia umanità, con l’obiettivo principale di far ridere in vernacolo restando pur fedele all’opera originale ed allo spirito dell’autore, che rappresentano valori assoluti ed indefettibili.



Domenica 15 novembre ore 15 (fuori abbonamento)
Pietro Roncelli (Bergamo)

“La Ginevra degli Almieri”
di e con: Pietro Roncelli
In collaborazione con “Danze Macabre ’09”
Fondazione Benedetto Ravasio



La storia di Ginevra degli Almieri ebbe grande popolarità nell’Ottocento per merito dei cantastorie che ne narravano le vicende in strada e per mercati, ed è poi entrata nel repertorio delle teste di legno di tradizione popolare.
Si tratta probabilmente di un caso veramente accaduto che poi la fantasia popolare ha piegato alla propria irriverente creatività.
La trama è misteriosa e comica allo stesso tempo: Ginevra, morta in seguito a una lite familiare, viene sepolta con tutti i suoi gioielli. I servi Gioppino e Brighella, attratti da tanta ricchezza, ne profanano la tomba. Il gesto assai deprecabile diventa tuttavia segno della benevolenza del cielo, perché Ginevra in realtà non è morta ma solo caduta in catalessi. Tra paure, bastonate ed equivoci che coinvolgono i vari personaggi della storia, tutto alla fine finisce bene, come sempre avviene nel teatro dei burattini.
Non sono molti gli artisti di teatro di figura bergamaschi che si rifanno alla tradizione di Gioppino: Pietro Roncelli è un di questi, approdato al professionismo più di 25 anni fa. La sua età gli ha concesso di vedere gli ultimi grandi burattinai “classici”, d’essere testimone diretto della crisi degli anni ’50/’60 e di vedere la fine del tunnel a cavallo tra i ‘70/‘80. Il suo stile è strettamente legato a quello di Benedetto Ravasio e (pur seguendo il grande maestro nel suo programma riformatore, nell’addolcimento dei toni, delle storie e dei caratteri, nell’avvicinamento al pubblico dell’infanzia) Roncelli mantiene nei propri spettacoli un carattere di schiettezza popolare che rimanda alle radici del teatro d’animazione.



Sabato 21 novembre ore 21 (fuori abbonamento)
Domenica 22 novembre ore 21
Club delle Alci

“Il Re delle Galline”
di Ciaci, Mario e Mirko
Con: Club delle Alci
Luci e audio: Dario Marchesi, Simone Bergamelli
Video: Furia
Regia: Ciaci, Mario e Mirko



Lo scorso anno avevamo lasciato i componenti del Club alla ricerca del proprio “Io” in un rocambolesco viaggio in l’India. Sicuramente qualche cosa devono aver trovato, visto e considerato che il nuovo carro allegorico, col quale han partecipato con successo alla sfilata di “Mezza Quaresima” a Bergamo, raffigurava proprio un tempio indiano. Forse lo spunto del nuovo lavoro di Ciaci, Mario e Mirko, parte dalle atmosfere semplici e dall’amore che gli indiani hanno per gli animali, ricercato però nel nostro Belpaese. Ecco allora che la tematica del “viaggio” non si fa spaziale ma temporale. L’Italia del boom, a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, disegna l’ultimo scenario per rappresentare storielle più o meno ingenui realmente accadute… o quasi.
Lo spettacolo si divide in due parti, un primo tempo dai toni più cabarettistici ed un secondo farsesco. Collante delle varie parti sono gli energici balletti del Corpo di Ballo delle Alci e i video di Furia. Una serata dedicata al pubblico che conosce e apprezza il Club delle Alci nel loro modo di divertire col gioco del teatro.



Sabato 28 novembre ore 21
Armamaxa Teatro (Brindisi)

“Orecchiette – what a wonderful place!”
Di e con: Enrico Messina, Micaela Sapienza, Giuseppe Ciciriello
Musica originale in scena (fisarmonica, saz): Antongiulio Galeandro
Disegno luci: Fausto Bonvini



Che terra meravigliosa la Puglia. E poi la gente: Tuttapposto? Tuttapposto! E passa la paura.
Frammenti di storie, memorie e quotidianità, raccolti nel corso di una lunga ricerca fatta di incontri profondi e scambi generosi, ma anche tensioni e incomprensioni, diventano il pretesto per una riflessione ampia sulla “nostra” regione. Terra di panecotto e rucola, orecchiette, caciocavallo e ulivi secolari. Terra che chi la guarda e l’attraversa veloce, da nord a sud e da est a ovest, la vede bella. Perché mostra di sé, ovviamente, la sua faccia più luminosa, “aggiustata” con la calce; faccia di trulli e masserie, sole, mare, pane, amore, fantasia, tarantelle, pizziche e orecchiette. Ma dietro? Cosa c’è davvero dietro quel velo di calce che ogni anno re-imbianca le facciate delle case, incanta gli inglesi e poi, a Marzo, si stacca e vola via al vento umido di Scirocco?
Lo spettacolo è un breve e disincantato viaggio attraverso questa terra da sempre attraversata, invasa e conquistata.
Terra di commerci e scambi con l’oriente, porta dell’est. Terra che si trasforma col passare della gente. Terra che incanta i forestieri. Terra che ti costringe ad andartene. Terra che poi ci torni e la ritrovi uguale, immutata. Rossa, feconda. In vendita. Amara quanto amata.



Sabato 5 dicembre ore 21
Domenica 6 dicembre ore 15
Scuola Je Danse

“Je Danse Circus”
Di Ghislaine Crovetto, Enzo Mologni e Chiara Noris
Coreografie: Ghislaine Crovetto, Chiara Noris, Silvia Guerini
Mariasole Ceroni, Claudia Giannini, Hermana Mandelli
Anna Zevolli, Marisa Ragazzo
Direttrice artistica: Liliana Berta



L’ultima fatica della Scuola Je Danse di Albano Sant’Alessandro è ambientata in uno dei luoghi teatrali ed artistici per eccellenza: il Circo. Già raccontato magistralmente da Federico Fellini e musicato da Nino Rota, è il miglior pretesto per raccontare ciò che si svolge dietro le quinte, i preparativi per il debutto del grande show e le storie che animano ogni singolo artista, che in primo luogo è un essere umano.
“Il coraggio è la forma d’ogni virtù al momento della prova, al momento della verità più alta” continua a ripetere durante lo spettacolo Giulia, la protagonista della storia. Una frase che s’addice al mondo della danza e soprattutto ad una vera e propria Scuola composta da più di un centinaio di alunne, ognuna con le proprie aspirazioni.
Il circo è anche lo specchio dei caratteri delle allieve. Infatti, come in ogni gruppo che si rispetti, c’è il Clown di turno, chi sta sulle nuvole come un’Attrezzista, chi coi piedi per terra come il Manager. E poi il Regista, il Mimo, la Zingara, i Giocolieri, il Mago e gli Animali… i regnanti del tendone.
Cosa succede in questo spettacolo ricco di eclettiche coreografie? Nel bel mezzo della prova generale il Cast al completo scopre che l’attrezzista Annette Lazeau del la Ruà, la stella del Circo, è scappata con il Lanciatore di coltelli!
Quale sarà la soluzione migliore per portar a giusta conclusione il costoso Show senza deludere il proprio pubblico? Il Regista è disperato ma, a volte, è bene accorgersi dell’oro che si ha in casa…



Sabato 9 – 16 – 23 gennaio 2010 ore 21
Domenica 24 gennaio ore 15
gruppo teatrale albanoarte

“Regalo di Natale”
di Isacco Milesi
Commedia in due atti di Isacco Milesi
Con: Adriana Vismara, Gianfranco Biava, Luigi Vismara
Simona Boioni, Luciana Magri, Maria Manzoni, Claudio Falconi
Isabella Burgo, Lisa Tasca, Lino Zenoni, Federica Rosati, Fede Zenoni
Vitalba Foderà, Enrico Diluviani, Roberto Zambetti, Aldo Ponti, Raffaella Bovo
Voci registrate: Grazia Vecchi, Gianluigi Corna, Roberto Vismara, Rita Pugliese
Scene: Isacco Milesi, Roberto Zambetti, Santo Moraschini
Luci e audio: Marco Pezzotta, Dario Marchesi, Glauco Serughetti, Simone Bergamelli
Assistenti di scena: Ottavio Fratus, Giuseppe Fratus
Regia: Isacco Milesi



È la vigilia di Natale sotto i ponti nella periferia di una città del nord Italia. L’azione è animata dal continuo passaggio dei treni, suoni di clacson d’automobili in lontananza e dal via vai di una variegata umanità che sopravvive a sé stessa: ladri, prostitute e clienti occasionali, tossicodipendenti e spacciatori rincorsi dal poliziotto di quartiere. Essi fanno da contorno ad una comunità di barboni la cui vita deve misurarsi quotidianamente con la civiltà dei consumi e tra il disprezzo e la pietà della cosiddetta “gente civile”. Ma anche per loro ci sarà uno strano e inatteso regalo.
In questa fiaba di Natale, dei giorni nostri, l’autore e regista Isacco Milesi rimescola il bene e il male. Descrivendone le contraddizioni solleva dubbi intorno a valori consolidati, servendosi delle due anime del teatro, comicità e tragedia. Fra i rifiuti di una pattumiera esistono anche i colori! La condivisione, la solidarietà l’amicizia e l’amore. Questo lavoro, rappresentato la prima volta in una fortunata edizione sedici anni fa, è stato riadattato nella storia e nei personaggi ai nuovi interpreti sopraggiunti nel gruppo teatrale albanoarte.







Prezzi:
“Carissimi Fantasmi” - “Ch’el simpatec segrestà” - “Il Re delle Galline” - “Rumori fuori scena” - “La Ginevra degli Almieri” “Je Danse Circus” - “Regalo di Natale”
Singolo spettacolo: 8 € – Riduzione 6 € (oltre 65 anni) – 3 € (fino a 14 anni)

“Nuova Barberia Carloni” - “Da parte a parte – ritagli di padre” - “Orecchiette – what a wonderful place!”
Singolo spettacolo: 10 € – Riduzione 6 € (oltre 65 anni) – 3 € (fino a 14 anni)

“Oblivion Show”
14 € – Riduzione 3 € (fino a 14 anni)

Abbonamento 7 spettacoli: 50 €
“Nuova Barberia Carloni”
“Da parte a parte – ritagli di padre”
“Rumori fuori scena”
“Oblivion Show”
“Orecchiette – what a wonderful place!”
“Je Danse Circus”
“Regalo di Natale”
Prevendita presso la biglietteria del teatro: Sabato ore 16.00/17.00 (dal 19 settembre 2009)
Prenotazioni tel. 333.9238879 (anche tramite sms indicante spettacolo, giorno, nome e cognome, numero posti)
oppure tel. 035-582557 (orari apertura biglietteria/teatro)
I biglietti prenotati deve essere ritirati entro 20 minuti dall’inizio dello spettacolo,
pena l’annullamento della prenotazione e la perdita dei relativi posti.

Informazioni: info@albanoarte.com - www.albanoarte.com

Teatro don Bosco – Via Don Schiavi – Albano Sant’Alessandro 24060 (Bergamo)